abbattuto per errore nella capitale iraniana l’8 gennaio 2020 e che portò alla morte dei 176 civili che si trovavano a bordo.
La notte dell’incidente le forze militari iraniane erano in stato allerta per un possibile attacco statunitense dopo che i Guardiani della Rivoluzione Islamica avevano bombardato con decine di missili due basi militari americane in Iraq quale prima rappresaglia per l’uccisione del Generale Soleimani e di altri nove suoi compagni, tra i quali il comandante della resistenza islamica irachena Abu Mahdi al-Mohandes.
Per cause ancora del tutto da accertare, la contraerea iraniana entrò in azione e colpì l’aereo ucraino. Il processo, a cui hanno partecipato anche diversi familiari delle vittime, vede imputati dieci militari iraniani di diversi gradi.
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